La primavera è ufficialmente tra noi. Spuntano le tenere erbe, si colorano i primi fiori.
Profumi, sensazioni, voglia di reinventarsi e di scoprirsi più sensibili.
Bella roba davvero. Aspettate qualche settimana e vi sorprenderete a stramaledire le vostre sconsiderate ambizioni botaniche, razza di incoscienti. Avete voluto la villetta con il giardino? E allora è questo il destino che vi meritate e che vi attende già dai prossimi weekend: spaccarsi la schiena per cercare di governare l'infestante tripudio della natura. Altro che romanticismo e vita all'aria aperta. C'è da potare, da rastrellare, financo da mettere a dimora nuove pianticine pronte a divenire la vostra schiavitù in un batter di ciglia.
Sacrificherete il vostro prezioso tempo da dedicare alla bicicletta? Fatevi due conti e vedete se potete permettervi un giardiniere, salvaguardando le sospirate pedalate.
Certo, se solo foste abitanti del Quebec potreste perlomeno confrontarvi con professionisti sensibili a questo genere di disagi. Gente raffinata come quella di Les Jardiniers à Bicyclette, una piccola rete di manutentori del verde che, per voto o convinzione, non utilizza alcuna attrezzatura motorizzata per espletare i lavori della terra.
I loro carrelli customizzati, attaccati al velocipede, trasportano più di 300 kilogrammi di materiale. In campo aperto poi, nessun decespugliatore o soffiatore di foglie a motore. Nella policy aziendale non è chiarito se l'utilizzo di surrogati elettrici sia ammesso. In caso contrario, immagino che la manutenzione ordinaria di un giardino possa durare giorni e giorni. Quindi, nel caso siate interessati, ricordate sempre la prima regola: il lavoro va contrattato a corpo e non a ore. Per non rischiare di dover a breve impegnare la vostra bicicletta.
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martedì 20 marzo 2012
Giardinieri in bicicletta
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domenica 19 giugno 2011
Good news dal Malawi!
Durante un viaggio nell'Africa australe Peter Meijer, un intraprendente ragazzo olandese, è stato colpito da quanto venissero caricate abitualmente le biciclette da quelle parti. Caschi di banane, capre, grandi sacchi di mais o tonnellate di carbone. Incominciò a frullare un'idea nella sua testa e quando venne in contatto con il territorio del Malawi capì che era quello il posto in cui avrebbe voluto costituire un'impresa sociale molto originale.
A consentire l'avvio dell'iniziativa fu il Business Development in Challenge, un concorso per giovani imprenditori a cui Meijer partecipò nel 2007. L'obiettivo era quello di elaborare un business plan finalizzato a ridurre la povertà e a stimolare lo spirito imprenditoriale in Africa. Su 3000 partecipanti, Peter fu uno dei finalisti e come tale venne messo in contatto con investitori internazionali che volevano correre il rischio di investire in un'impresa sociale. Uno di questi puntò sull'idea di Meijer.
E' così che nacque Sakaramenta, un'azienda che in Malawi produce carretti per il trasporto con le biciclette.
Diversi modelli per molteplici esigenze, compresa quella del servizio di ambulanza. In luoghi di estrema povertà come il Malawi, una carrozzina per condurre una partoriente al più vicino ospedale può diventare il discrimine tra la vita e la morte, e scusate se è poco.
Il sito molto istruttivo di Sakaramenta tranquillizza i potenziali acquirenti. Nel caso non siano in grado di pagare in un'unica soluzione uno dei mezzi in vendita, per loro è possibile accedere a forme di microcredito. L'importante è che la loro idea di business sia valida e concreta. Quanto basta per mettersi d'accordo.
Peter Meijer e Sakaramenta danno oggi lavoro a più di 20 persone. La loro mirabile iniziativa è sostenuta dalla Transport4Transport, una ONG olandese che segue l'aspetto delle donazioni.
Ripensando al fatto che Ciclopico è nato per inneggiare alla bicicletta come forma d'ottimismo, belle notizie come questa contribuiscono a giustificare la presenza di questo blog. Spero siate d'accordo.
A consentire l'avvio dell'iniziativa fu il Business Development in Challenge, un concorso per giovani imprenditori a cui Meijer partecipò nel 2007. L'obiettivo era quello di elaborare un business plan finalizzato a ridurre la povertà e a stimolare lo spirito imprenditoriale in Africa. Su 3000 partecipanti, Peter fu uno dei finalisti e come tale venne messo in contatto con investitori internazionali che volevano correre il rischio di investire in un'impresa sociale. Uno di questi puntò sull'idea di Meijer.
Diversi modelli per molteplici esigenze, compresa quella del servizio di ambulanza. In luoghi di estrema povertà come il Malawi, una carrozzina per condurre una partoriente al più vicino ospedale può diventare il discrimine tra la vita e la morte, e scusate se è poco.
Il sito molto istruttivo di Sakaramenta tranquillizza i potenziali acquirenti. Nel caso non siano in grado di pagare in un'unica soluzione uno dei mezzi in vendita, per loro è possibile accedere a forme di microcredito. L'importante è che la loro idea di business sia valida e concreta. Quanto basta per mettersi d'accordo.
Peter Meijer e Sakaramenta danno oggi lavoro a più di 20 persone. La loro mirabile iniziativa è sostenuta dalla Transport4Transport, una ONG olandese che segue l'aspetto delle donazioni.
Ripensando al fatto che Ciclopico è nato per inneggiare alla bicicletta come forma d'ottimismo, belle notizie come questa contribuiscono a giustificare la presenza di questo blog. Spero siate d'accordo.
mercoledì 25 maggio 2011
Una bella Doniselli d'epoca
Passando per una delle mie visite di piacere alla Ciclofficina del fidato Mario, mi sono imbattuto in questa stupenda Doniselli da lavoro.Riposta con cura in chissà quale magazzino di Cuneo, è riemersa per mostrare a tutti l'armonia del suo progetto.
Ruotino anteriore che lascia spazio ad un ampio portapacchi, sterzo a braccio, leve dei freni invertite, maniglione posteriore per sollevarla in caso di marciapiedi o altro.
Si tratta del Mod. 51, come mi ha confermato gentilmente Marcello Doniselli, interpellato via e-mail.
Vantava una portata di 70kg, montava una ruota posteriore da 26x1,3/4 e una anteriore da 12 ½ x2 ¼.
E' stata prodotta dal 1951 al 1975 e questa è risalente agli anni cinquanta.
Veniva utilizzata principalmente dai commercianti di alimentari e all'interno di aziende manifatturiere per portare la cassetta deglia attrezzi con il necessario per la manutenzione dei macchinari.
Un gioiello che dimostra, nel caso ce ne fosse bisogno, quanto i costruttori italiani fossero bravi anche nella realizzazione di biciclette cargo.
Parlo all'imperfetto perchè questo genere di bici altrove funziona ancora e ha le sue fette di mercato. In Italia no. Non è sicuramente un fatto di progresso, visto che l'uso delle biciclette da lavoro si registra in Olanda come negli Stati Uniti come in Gran Bretagna.
giovedì 31 marzo 2011
Bici + Birra
Il mio amico Andrea Bertola è considerato uno dei migliori mastri birrai italiani. Le sue birre, create per il marchio Pausa Café, sono in cima alle classifiche dei critici specializzati. Andrea è un grande sperimentatore: può creare birre on-demand utilizzando ingredienti preziosi e insoliti. Da inguaribili visionari ci capita di progettare delle cosette insieme e talvolta ci siamo organizzati per mettere in scena piccoli happening "di piazza" in cui la birra è nata davanti a curiosi e passanti, passaggio dopo passaggio.
Nel tempo la nostra fantasia ha toccato a volte derive preoccupanti ma mi tocca ora constatare che in giro c'è chi si spinge molto oltre.
Metrofiets è un'azienda artigianale di Portland votata alla produzione di bici cargo. Sono velocipedi customizzati, pensati per diverse forme di trasporto.
Quella che vi propongo è una sorta di pub su due ruote, completo di impianto di spillatura, mini-bancone per gli avventori e tascone termico per tenere in caldo le pietanze di accompagnamento.
Il mezzo è stato costruito per la Hopworks Urban Brewery, un produttore artigianale di birra dell'Oregon, praticamente un collega del mio amico Andrea.
Nel rispetto della mission aziendale, serviva un veicolo come questo per confermare l'orientamento ecosostenibile del marchio.
Tra gli elementi distintivi quelli della Hopworks sottolineano che il loro locale vanta un parcheggio dedicato alle biciclette con 60 posti. Mentre pensate all'opportunità di pedalare fino in Oregon per verificare di persona questa effettiva disponibilità potete senz'altro iniziare a valutare le prestazioni del mirabile saloon a pedali guardandovi il servizio confezionato da Discovery Channel Canada.
Nel tempo la nostra fantasia ha toccato a volte derive preoccupanti ma mi tocca ora constatare che in giro c'è chi si spinge molto oltre.
Metrofiets è un'azienda artigianale di Portland votata alla produzione di bici cargo. Sono velocipedi customizzati, pensati per diverse forme di trasporto.
Quella che vi propongo è una sorta di pub su due ruote, completo di impianto di spillatura, mini-bancone per gli avventori e tascone termico per tenere in caldo le pietanze di accompagnamento.
Il mezzo è stato costruito per la Hopworks Urban Brewery, un produttore artigianale di birra dell'Oregon, praticamente un collega del mio amico Andrea.
Nel rispetto della mission aziendale, serviva un veicolo come questo per confermare l'orientamento ecosostenibile del marchio.
Tra gli elementi distintivi quelli della Hopworks sottolineano che il loro locale vanta un parcheggio dedicato alle biciclette con 60 posti. Mentre pensate all'opportunità di pedalare fino in Oregon per verificare di persona questa effettiva disponibilità potete senz'altro iniziare a valutare le prestazioni del mirabile saloon a pedali guardandovi il servizio confezionato da Discovery Channel Canada.
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