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domenica 24 marzo 2013

Per fortuna arriva aprile

Mancano pochi giorni all'inizio del mese consacrato alle classiche del nord. Un rosario di appuntamenti sportivi la cui solennità non può e non deve essere funestata da ridicoli impegni famigliari domenicali, da insulse passeggiatine primaverili, da procrastinabili grigliate con amici insensibili al richiamo del pedale e, come tali, di dubbie virtù morali.

Fiandre e Roubaix vanno accolti davanti al televisore con religiosa deferenza. Sono ammesse unicamente compagnie competenti in materia ciclistica o seriamente intenzionate ad accrescerne la conoscenza.
Disturbatori e guastatori vanno per contro cacciati senza timidezze.

Nel caso però il vostro amore per fiandre e ardenne sia ormai conclamato al punto da voler provare l'ebbrezza di sobbalzare sui ciottoli e di mangiare polvere in mezzo alla campagna nordica vi consiglio di prendere in considerazione l'ipotesi di una vacanza sportiva ad hoc.

Sono ormai diverse le aziende e i tour operator che propongono esperienze attive pedalando lungo le strade di cui solo i ciclisti appassionati conoscono il profondo significato. Aremberg, Carrefour de l'Arbre, Grammont sono lì che vi aspettano.

Guardate questo golosissimo video prodotto da Pavé Cycling Classic, uno degli operatori specializzati in vacanze a tutta bici lungo le strade di Belgio e Francia del nord. Immaginatevi fin d'ora sulla vostra bici da corsa, impegnati a contrastare le mille vibrazioni del manubrio percorrendo vie secondarie battute dal vento.
E che il fango sia con voi!






lunedì 13 agosto 2012

Cicloturismo per famiglie: piccoli consigli pratici

Dichiaro sdoganata l'esperienza cicloturistica con la famiglia.
La sottilissima strategia messa a punto con il compagno di merende Paolo B. è stata studiata a tavolino nei minimi dettagli con l'obiettivo finale di inculcare il verbo della vacanza pedalifera a mugliere e infanti inermi.

Una passione, quella del cicloturismo, che personalmente avevo riposto da anni nel cassetto dopo le fugaci esperienze da ventenne.

Sull'entusiastica adesione dei bambini (undici anni in tre) Paolo ed io facevamo affidamento anche prima. Sapevamo per contro che avremmo potuto dover lottare contro eventuali subdole riserve avanzate dalle consorti.

Ebbene è andato tutto liscio. Merito dell'opzione entry-level su cui ci siamo buttati senza esitazione.

 Or dunque, pedalatori con famiglia a carico, se anche voi state pensando di passare finalmente all'azione questi sono tre piccoli consigli che mi sento di portarvi, esortandovi a partire senza timori né timidezze.

  1. Per scoprire se il cicloturismo famigliare è la vostra dimensione di viaggio appoggiatevi per la prima volta a un tour operator specializzato, in grado di fornirvi il servizio di trasporto dei bagagli da hotel a hotel, l'itinerario di massima su cui muoversi e l'eventuale noleggio delle attrezzature in loco. Se così vi sembra troppo facile, ricordate che avete dei bambini con voi e con loro non si improvvisa.
  2. Cercate di ragionare con la testa del meno allenato del gruppo. Lo so, sareste disposti a spararvi 100 km al giorno ma se ci pensate bene 40 sono già una bella conquista se tutti si divertono.
  3. Giocate d'anticipo e nei borsoni laterali della bicicletta caricate prima di tutto il buon senso. La pioggia e il freddo sono il potenziale nemico e possono sorprendervi anche in piena estate. Fondamentale è poi non rimanere in riserva dal punto di vista dell'alimentazione quindi borracce (anche in surplus) e un po' di cibo devono esserci sempre. Questo sembrerà un suggerimento banale ma è più facile di quanto non sembri trovarsi a secco in mezzo alla campagna, anche con una buona road-map cartacea in pugno. Ah, e non dimenticate a casa il vostro coltellino tascabile, sennò pane e companatico come li affettate?
Quelle sopraesposte non sono di certo le tavole della legge, è doveroso sottolinearlo, ma solo alcune impressioni a caldo dopo una positiva e serena esperienza nella Valle della Loira.

Quindi se non siete d'accordo e se non avete paura della mia spietata censura fatevi avanti proponendo altre soluzioni di cicloturismo-per-famiglie-principianti.

lunedì 6 agosto 2012

A Cheverny tutto bene

50 km sotto la pioggia ma il gruppo rimane felicemente compatto.
Se vi va, su Twitter trovate il diario di viaggio fotografico. Mi trovate così: @ciclopico.

venerdì 3 agosto 2012

Partiti!

Qui Amboise.
Prende il via ufficialmente il tour cicloturistico lungo la Loira, tra castelli e campagna dolcissima.

Avendo condotto fin qui la famigliola, e trattandosi della prima esperienza allargata anche a loro, si tratta di un entry-level. Ma non vedo perché non andarne orgoglioso visto che sono coinvolti due bimbi di 3 e di 6 anni.

Caricato il più piccolo su un affidabile carretto in alluminio Chariot, per la più grandicella ho optato per la locazione di un tandem di fabbricazione olandese, che ho preferito al più consueto cammellino.

La prima uscita mi é parsa decisamente positiva. Avrete presto qualche nuovo aggiornamento e, se ci riesco, anche un contributo fotografico.

lunedì 30 luglio 2012

Finalmente una vacanza cicloturistica

Alla fine ce l'ho fatta...
Settimane di silenzio sul mio blog non significano abbandono e sfiducia dilagante bensì ciclismo militante, perdindirindina!

Con calma vi illustrerò nelle prossime settimane qualche retroscena del Tour de France. Sono stato per un caso fortunoso nel sottoscala del ciclismo che conta e vi fornirò le prove.

Ora però c'è un'altra importante scadenza. Per la prima volta affronto con tutta la famigliola un'esperienza cicloturistica di una settimana. Meta: castelli della Loira.

Proverò a diventare per qualche giorno un mobile blogger. E se tutto va bene (ma soprattutto se è di vostro interesse) potrete leggere qualche aggiornamento direttamente da qui.

Avanti e pedalare...

lunedì 26 settembre 2011

Trasporto bimbi: nuove soluzioni all'orizzonte

Non so come siete messi dalle vostre parti ma nel Cuneese, da dove vi scrivo, di piste ciclabili degne di questo nome ce ne sono troppo poche. Ne consegue una personale frustrazione nel vedere spesso mortificata la mobilità su due ruote.
Se poi parliamo della possibilità di uscire in bicicletta con i bambini senza rischiare l'osso del collo la cosa diventa di una tristezza assai grande e il problema non vede all'orizzonte facili soluzioni.

Fin da subito ho archiviato l'opzione carretto. Ce ne sono di bellissimi (soprattutto se cercati fuori Italia) ma nessuno può ovviamente circoscrivere i seri pericoli di un utilizzo su una sede stradale promiscua, tra auto e camion. Meglio lasciar perdere.

Nelle mie indagini su eventuali prodotti alternativi da alcuni mesi ho scovato tuttavia un articolo piuttosto interessante. Si tratta del Weehoo, una sorta di incrocio tra un carretto da cicloturismo e un'appendice.
Ho anche avuto la possibilità di vederne sfrecciare uno dal vivo tra i tifosi del Tour de France e devo dire che il mio interesse è ulteriormente cresciuto.



I pregi del Weehoo sono la sua compattezza (è meno largo di un carretto) e l'utilizzo attivo che può farne il bimbo-passeggero. Sì, perchè questo mezzo innovativo è dotato di pedali. Il pargolo a bordo contribuisce pertanto allo sforzo del papà o della mamma e, in definitiva, si diverte di più.

Un ulteriore elemento di differenziazione rispetto ai normali carretti per il trasporto dei bambini è il range di utilizzo. Dai 2 ai 9 anni! E' vero, c'è da augurarsi che a 9 anni i nostri figli siano già ciclisticamente svezzati ma è comunque un elemento di versatilità che è corretto segnalare.

Se siete interessati al prodotto sappiate che qualche complicazione potreste incontrarla al momento dell'acquisto. La produzione del Weehoo è situata in Colorado e per ora non sembra siano presenti importatori o rivenditori diretti in Italia.  In altre zone d'Europa, come il Belgio e Olanda, l'articolo è comunque già acquistabile.
Dovrete quindi avventurarvi in qualche fantasiosa triangolazione commerciale. E se trovate una soluzione efficace e pragmatica vi invito a segnalarla su questo blog. Potrà essere utile ad altri. :-)

martedì 10 maggio 2011

A chi pensa di prenotare una singola

Siamo a maggio e stai iniziando a pensare seriamente alle tue vacanze. All'orizzonte si profilano mete non gradite che qualcuno vicino a te vuole cercare di importi. Un po' come è successo lo scorso anno, ricordi?

Non fare il finto tonto: volevi girare la Foresta Nera da cicloturista e ti sei ritrovato a Sharm El Sheik in pieno agosto.

Beh, mentre ti fai ritornare la memoria mi prendo un attimo per segnalarti un articolo fico. Certo è roba forte, per gente che in fatto di vacanze non si fa proprio mettere i piedi in testa, ecchecavolo!
Non so quindi se fa al caso tuo, comunque...

Se ancora hai un po' di orgoglio da spendere, dai un'occhiata alla Topeak Bikeamper.



Bella, vero? Questa tenda è tutto ciò che ti serve per fare il turista in compagnia della tua bicicletta. Impermeabile, termosaldata, ben rifinita e leggerissima. Bikeamper pesa solo 1,630 kg. Se non sei lungo più di due metri e non soffri di claustrofobia forse quella è la soluzione per il tuo prossimo soggiorno estivo.

Come dici? Come mi regolo con lei?
Dunque, se per "lei" intendi la tua bicicletta, prevedo che il vostro rapporto diventerà ancora più viscerale. Senza il suo aiuto la tenda non si tende. E scusa il gioco di parole.
Se, viceversa, quando parli di "lei" intendi (eh, eh!) la donna che ha rovinato le tue ultime vacanze, beh no, per "lei" non c'è posto. Sarai solo come un verme sotto quel telo giallo ma ti ci abituerai senza problemi. Tanto, anche nel caso fosse stata più spaziosa, "lei" non sarebbe mai venuta. Quindi "lei" può bruciare all'inferno (o a Sharm El Sheik) mentre tu ti ossigeni nella Foresta Nera. Buon viaggio.

martedì 19 aprile 2011

La gita fuori porta

Allora vediamo...le sdraio ci sono, il barbecue anche, l'antizanzare è nell'armadietto vicino alla crema solare.
Ok, direi che si può partire per il weekend fuori porta, uno dei più tragici momenti dell'era contemporanea, che nel periodo pasquale raggiunge le sue vette.

Ogni volta è la stessa storia: a un certo un punto tutti fuggono dalle loro case, magari sfruttando una mezza giornata di permesso dal lavoro, per ritrovarsi alcune ore più tardi in qualche località che un altro milione di persone ha ritenuto potesse essere "un posticino originale e tranquillo, poiché fuorimano".
Seguono interminabili code per compiere qualunque tipo di attività. Coda per il biglietto del museo, coda per il bagno pubblico, coda per la giostra del bimbo, coda per ottenere un tavolo al ristorante.

Code, code, code... tutte fastidiose ma solo una letale. The Big One. La coda-del-rientro.

Tre ore a passo d'uomo sull'Autosole possono polverizzare la ricarica di benessere generata da un lungo weekend nel Chianti o al Lago di Garda. E' scientificamente provato. 

Se anche voi avete provato la partenza intelligente e siete stati fermi un'intera notte al Brennero, se l'amore per il mare è stato schiacciato più volte dall'odio per vostra moglie che vi ha convinto a partire, se avete capito che in Quaresima neanche il cilicio è una penitenza peggiore della Salerno - Reggio Calabria allora siete pronti per dare una svolta alle vostre vacanze...

 Il bike camper vi può salvare. Completo di ogni confort, maneggevole nelle aree di sosta più affollate, anticonformista e distintivo tra le masse.

Basta con i pietosi tentativi per ingraziarsi il cameriere della pizzeria che deve assegnare l'ultimo tavolo. Basta con l'agriturismo che vi propina ad aprile delle ambigue angurie fresche. Basta con le mete pecorone che al confronto certe gite del vostro CRAL sembrano viaggi di scoperta degni del National Geographic.

Con il bike camper percorrerete itinerari alternativi, fin quando le vostre forze vi sorreggeranno.
Poi, al limite, chiederete disperati un aiuto.